Prima infanzia

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Bambini, poeti ed esploratori

30.07.2018

Bambini, poeti ed esploratori

Quando siamo in viaggio il nostro sguardo cambia. Aumenta l'attenzione al particolare, anche se già visto mille volte.

Capita di fare cose come contemplare le onde del mare e cercare di prevedere quando ci saranno quelle più alte, più lunghe... Capita di contemplare un fiore cresciuto su delle rocce di alta montagna e chiedersi come possa essere cresciuto proprio in quel punto, aspettando un raggio di sole.

Quando siamo in viaggio cambia anche il nostro passo.

Le esperienze di un viaggio (vicino o lontano, breve o lungo), in qualche modo ci riportano a quelle di un bambino di fronte alle meraviglie del mondo quotidiano. Occhi che si soffermano sui dettagli, passi che seguono la curiosità, mani che raccontano emozioni.

I bambini agiscono come esploratori di luoghi s-conosciuti, si lanciano all'avventura, ricercano nuovi confini, scrutano l'orizzonte e con minuzia si guardano intorno.

L'esplorazione permette di conoscere le qualità delle cose. Il gioco di utilizzare i suoi segreti.

E per far sì che i bambini, con l'esplorazione e il gioco, possano attraversare terre di competenze e navigare nei mari del sapere, sono necessarie alcune condizioni simili a quelle che gli adulti vivono durante un viaggio. Tenendo a mente il poeta Konstantinos Kavafis, con la sua celebre poesia “Itaca”, che invita a soffermarsi sulle ricchezze che possiamo raccogliere durante il viaggio, anziché affrettarci per raggiungere una “meta”:

"... tu ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

sulla strada: che altro ti aspetti?"

Molti di questi tesori li possiamo trovare nelle tasche dei bambini.

Scarica la pagina di "infogenitori" dal n. 6 di Educare03 (2018).

Antonio Di Pietro

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