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La cura del massaggio

La relazione/comunicazione tra madre e neonato costituisce un fattore di grande rilevanza che contribuisce a rafforzare il legame affettivo. Ce ne parlano Gino Lelli e Andrea Sorcinelli.

23.10.2019

La cura del massaggio - Immagine: 1
Le sequenze comunicative con la figura materna derivanti dagli scambi ritualizzati e i primi feedback sincronici dei giorni immediatamente successivi alla nascita costituiscono momenti importanti per lo sviluppo. 

La comunicazione nel periodo neonatale è caratterizzata dalla mediazione del contatto fisico che la madre e le altre figure di riferimento adottano con il bimbo. 

Nello specifico, in età neonatale, l’accarezzamento è una delle vie privilegiate per l’accesso/contatto rivolto al pensiero del bambino.Il contatto corporeo e l’accarezzamento caratteristico della relazione affettiva nel primo periodo di vita (che concretamente danno luogo a connessioni tra neuroni), favoriscono la comunicazione, l’attaccamento e la sensazione di sicurezza nonché influenzeranno la modalità relazionale che instaurerà con la realtà circostante, favorendo nel bambino lo sviluppo della capacità di imparare ad amarsi/amare e autonomia. 

Il corpo umano costituisce una componente precoce dell’identità primaria, entra nella dinamica della mediazione (in rapporto a sé) e della relazione (in rapporto al mondo esterno).La cura del massaggio può essere definita una modalità di interazione con il bambino, un’espressione d’amore, dove la stimolazione manuale rappresenta la base per uno sviluppo completo.

Nel periodo di vita 0-4 mesi il bimbo vive un rapporto con la madre che appare racchiuso all'interno di un unico sistema entro un confine comune; attraverso il massaggio e l’accarezzamento la figura materna offre al bambino quel“corpo” che lo ha accolto per molti mesi. Attraverso il massaggio il bimbo è aiutato nel percepire e conoscere il mondo esterno. 

Con il passare dei giorni gli scambi ritualizzati nella coppia madre-bambino diventano sempre più ricchi e caratterizzati per esempio da sorrisi, vocalizzi,sgambettii che costituiscono anche uno stimolo reciproco all'interno della stessa interazione. Il neonato con il tempo avvia la capacità di organizzare gli stimoli provenienti dal mondo esterno,attivando i vari meccanismi attentivi dell’esplorazione visiva, della percezione uditiva, della comunicazione vocale, ricorrendo a una riorganizzazione percettiva con un iniziale orientamento rivolto soprattutto al volto umano. 

Dal quinto mese di vita, mano a mano che le reazioni riflesse neonatali si attenuano, le risposte agli stimoli diventano più complesse sotto l’aspetto neurofisiologico ed il bambino matura la capacità di coordinazione oculo-manuale; il bambino avvia ora quelle competenze psicologiche e neurologiche che gli permettono inizialmente di ricercare per esempio un oggetto caduto e,successivamente, quello nascosto. Le interazioni con la figura di riferimento aumentano progressivamente e si mostrano anche le prime attività autodirette nonché autonome iniziative. In tale periodo evolutivo, attraverso il massaggio/contatto fisico si favorisce l’esplorazione sensoriale,infatti, per esempio, il fare toccare al bambino con la propria mano e/o con il proprio piede le diverse parti del corpo accresce la consapevolezza di se stesso.

 L’esperienza dell’essere toccato favorisce gradualmente la percezione dell’immagine corporea nel bambino a livello di corteccia cerebrale.Il massaggio diventa, dunque, un ricco momento, un’occasione di scambi comunicativi sul piano qualitativo e quantitativo, un vero e proprio rifornimento di fiducia e rassicurazione.Attraverso l’interazione fisico-comunicativa si stimola e rinforza lo sviluppo del linguaggio, della memoria e dell’attenzione.Intorno all'ottavo mese di vita il bimbo manifesta delle reazioni differenti tra genitori e persone estranee e con queste ultime può manifestare paura. Anche a tale età il bisogno di intimità e il contatto fisico con le figure di riferimento sono importanti e si integrano alle altre necessità(fame, sonno e così via). 

Dal nono mese in avanti l’attività motoria diventa sempre più importante e centrale; il bambino si muove bene a carponi, si solleva, cammina, barcolla, si arrampica e vive un intenso periodo di sperimentazione della sua autonomia di movimento. Nell'arco dei primi nove mesi si manifesta, quindi, il progressivo aumento delle capacità motorie, cognitive e dei comportamenti esplorativi; il bambino può ora recepire un massaggio come fonte di nutrizione emotiva e di riferimento nei momenti di difficoltà e disagio. 

Crescendo, si affiancano altre modalità comunicative (giochi di parole, filastrocche…) e il piccolo, avendo maggior consapevolezza, potrà decidere spontaneamente di richiedere un accarezzamento all’adulto. Il contatto fisico/massaggio del genitore è una modalità relazionale che nelle diverse fasi della crescita facilita e accompagna lo sviluppo del figlio, poiché attraverso il toccare, massaggiare,accarezzare si attivano in lui percezioni di rassicurazione e rasserenamento e si riattivano le memorie prenatali corporee fonte di serenità e tranquillità. Accarezzando non solo viene coinvolta la parte corporea del bimbo, ma vengono interpellati e sollecitati anche i suoi stati emotivi che trarranno diretto beneficio anche in termini di dispersione degli stati di tensione.La sensorialità, che viene coinvolta anche con la pratica fisico-interazionale tra genitore e figlio nel tempo si integrerà con i crescenti contatti con il mondo esterno e veicolerà le dinamiche attive di ricerca nell'esplorazione e manipolazione degli oggetti esterni, stimolando lo sviluppo di nuovi e sempre più complessi schemi di comportamento.



Gino Lelli, Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino.

Andrea Sorcinelli, sociologo e assistente sociale.

Articolo comparso su Educare03, 2017, n. 5.


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