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Perché i piccoli piangono tanto?

I bambini piccoli provono emozioni e il pianto è il loro modo di attirare l'attenzione sull'adulto per manifestare ciò che sentono. Come riuscire a cogliere cosa significhi il pianto del bambino? Ce ne parla il condirettore di Educare06 Giulia Cavalli.

12.06.2019

Perché i piccoli piangono tanto?

Il neuroscienziato John Medina (2010, Naturalmente intelligenti. Istruzioni per lo sviluppo armonioso del cervello dei bambini della prima età. Bollati Boringhieri, Torino) propone efficacemente di pensare all'emozione come a dei “post-it”, delle etichette che inducono il cervello a prestare attenzione a qualcosa.

Quando un bambino è piccolo, prova emozioni, ma gli mancano i filtri adeguati per applicare queste etichette. E allora piangere è un mezzo efficace e diretto per far sì che l’adulto metta un post-it su di lui/ lei.L’attenzione dell’adulto è, infatti, fondamentale per la sopravvivenza dei bambini, per questo motivo piangono quando hanno paura, fame, quando sono stupiti, sovrastimolati, si sentono soli o per mille altre ragioni ancora.

Inoltre, i piccoli non sanno parlare, per cui etichettare verbalmente un’emozione – importante per la regolazione emotiva – non è ancora possibile. Questo può essere confusivo per il cervello del bambino, che vive emozioni e sensazioni, talvolta anche mescolate tra loro. E tutto questo può sembrare così intenso, da spaventare perché fuori controllo.

I bambini esprimono le emozioni in maniera indiretta, non sanno ancora comunicarle efficacemente e possono non esserne consapevoli… non è semplice cogliere con gli stia succedendo.Per capire il comportamento di un bambino e fornirgli i post-it adeguati/sintonizzati a ciò che sta vivendo, è necessario prestare attenzione al contesto, allo scenario emozionale in cui si esprimono i comportamenti di un bambino.

In definitiva… alleniamoci a osservare e a creare connessioni: lo scenario ci parla del bambino e il bambino ci parla dello scenario in cui vive.

Giulia Cavalli

Articolo comparso su Educare 03, 2015, n.2.

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